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Vivara (Procida)

Sito archeologico di Punta d’Alaca, Punta di Mezzogiorno, Punta Capitello Proprietà Diana
Proprietaria Francesca Diana

 Gli scavi di terra e le ricerche subacquee a Vivara hanno aperto un nuovo orizzonte per la comprensione dei traffici marittimi che, nel corso del II millennio a.C., dovevano collegare le aree costiere e insulari italiane con le regioni del Peloponneso e con gli ambienti insulari dell’Egeo, e hanno accertato la presenza stabile sull’isola di un insediamento capannicolo già dagli inizi del XVII secolo a.C.

Iniziate nel 1975 e tutt’oggi in corso, le indagini hanno permesso, in primis, di ricostruire l’assetto topografico e l’impatto abitativo sull’intero comprensorio di Procida-Vivara, che all’epoca formavano un tutt’uno (il livello del mare era di ben 14 metri inferiore a quello odierno, confermando in parte l’ipotesi a suo tempo formulata da Giorgio Buchner).

L’area sommitale dell’isola e parte delle sue terrazze naturali a strapiombo sul mare erano occupate da abitazioni rettangolari, costruite su terrazzamenti artifi- ciali laddove i pendii si facevano più scoscesi, mentre un sistema di scale intagliate nel tufo (oggi in parte sommerse) metteva in collegamento l’abitato con l’a- rea di porto-approdo, che sorgeva dove oggi si trova il golfo di Genito.